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Cassazione Sezioni Unite n.16303 del 20/06/2018 sulle CMS e Usura. Come effettuare il calcolo del TEG ai fini della verifica dell’usura.

Postato da admin | Postato in Anatocismo bancario, Rapporti con le banche, Sentenze banche, Usura bancaria | Postato il 22-06-2018

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Le sezioni unite della Cassazione giungono alle seguenti conclusioni:

-confermano il carattere innovativo e non interpretativo del d.l. 185/08

-rimarcano l’esigenza di simmetria e omogeneità avvertita dalla legge

-escludono la difformità dei Decreti Ministeriali a quanto prevede la legge

108/96, affermando che gli stessi, nel rispetto della legge 108/96,

contengono, sia pure separatamente, la rilevazione della CMS

-che la CMS non può non essere considerata connesso al credito.

 

A questo punto le strade sono due:

-opporsi nei Tribunali a tale decisione, cercando di far valere quanto prevede la legge, nel rispetto dei tassi soglia indicati nei DM,

oppure

-adeguarsi in parte alla sentenza delle sezioni unite della Cassazione e ricalcolare il TEG ed il tasso soglia.

 

In effetti, volendo andare incontro in parte alle ragioni esposte dai giudici delle sezioni unite della Cassazione e seguendo quindi la seconda strada, occorre calcolare il TEG inclusivo delle CMS anche prima del d.l.185/08 (2009) con la formula di matematica finanziaria (interessi+cms+spese collegati al credito, diviso numeri debitori per 365), confrontando lo stesso TEG con le percentuali indicate nei DM, alle quali vanno aggiunte le percentuali delle CMS, seppure rilevate in modo separato.

Si fa presente, comunque, che i DM riportano tutti gli elementi utili per il calcolo del tasso soglia (tassi medi e cms medie).

 

Ovviamente, a causa della rideterminazione dei tassi soglia includendo nel TEGM la percentuale delle CMS, emergeranno periodi in cui, se precedentemente bastavano pochi punti percentuali (0,50%-1%-2%) di sforamento per far andare il TEG oltre la soglia di usura, ora con l’inclusione delle CMS nel TEGM e conseguentemente nel tasso soglia, tale sforamento non ci sarà più.

 

Il nostro consiglio è effettuare sempre diverse ipotesi di calcolo, non ultima quella con la formula della banca d’Italia, non altro per comprendere in quali casi vi è lo sforamento e come agire per farsi riconoscere i propri diritti.

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